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Restauro Conservativo Bronzei

Nel restauro conservativo delle opere bronzee è prioritario il mantenimento del monumento nelle sue condizioni chimiche, fisiche e policromatiche originali, limitandosi alla sua conservazione. Ogni monumento ha caratteristiche storiche, ambientali e artistiche uniche che determinano diverse tecniche d’intervento di restauro.
Dopo un’attenta analisi dei prodotti d’ossidazione e dello spessore di patina originale, si procede all’asportazione del substrato esterno facendo attenzione al mantenimento della patina e della sua policromia. Eventuali riparazioni si eseguono esclusivamente se i danni sono tali che minino l’integrità dell’opera. A fine intervento di restauro sono utilizzati dei protettivi specifici per il mantenimento in ordinarietà dell’opera.
La qualità dei protettivi è scelta in base alla locazione dell’opera, e garantiscono un’ottima resistenza in ambiente esterno.

A seguire alcuni esempi degli interventi eseguiti ("click" sulle immagini per ingrandire):

Cacciatore delle Alpi, Varese
Prima
Dopo
Busto di Cavour, Padova
Prima
Dopo
Monumento Dell'Acqua,
Busto Arsizio (VA)
Guarda anche:
Restauro Conservativo Marmorei

Considerazioni

La ditta VALLINO s.a.s., è da oltre tre decadi che si occupa del restauro, della conservazione, della manutenzione e della lavorazione artistica d’opere d’arte di bronzo ed in lapideo.
Forti di una lunga esperienza e di un continuo aggiornamento l’azienda offre servizi d’alta qualità e di sicuro risultato sia sotto il profilo chimico, fisico, sia sotto quello artistico, storico e commemorativo, e grazie ad innovativi e collaudati protettivi, anche un’ottima preservazione nel tempo delle opere. 
Contrariamente al comune pensare, le opere d’arte soprattutto quelle bronzee, possono variare notevolmente l’una dall’altra, anche se sotto il profilo estetico tale variazione sia visibile solo a persone esperte e la differenza da un’opera all’altra può essere rilevante: infatti, la composizione della lega del bronzo (che varia sempre secondo la fonderia), la metodologia di fusione, lo spessore della lega, la rimozione o meno della terra refrattaria, le saldature o ribattiture del metallo, la finitura, le metodologie per la patinatura, i protettivi, l’ambiente in cui è posta l’opera, le manutenzioni eseguite o i restauri precedenti, determinano l’impiego di una specifica metodologia di restauro.
Anche per il settore lapideo, un’opera secondo il tipo di materiale (calcare, siliceo, sedimentario, ecc..), lo stato di conservazione della materia, il tipo di lavorazione, il trattamento di finitura, l’usura superficiale, l’ambiente in cui è posta, eventuali tecniche di protezione, la manutenzione o restauri precedenti, possono determinare il tipo d’intervento al posto di un altro.
Non esiste una standardizzazione della procedura di restauro poiché le variabili per l’intervento sono troppe e sempre diverse da opera ad opera, e solo un restauratore di lunga esperienza con appropriate analisi, può valutare il miglior metodo di restauro per ottenere l’ottimizzazione dell’intervento.

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